Cresce il malcontento tra la comunità romena e moldava di Fonte Nuova dopo la chiusura del Parco Nomentum, situato in Via Alessandro Manzoni, nelle vicinanze della Parrocchia Ortodossa „Battesimo del Signore” di Fonte Nuova.
Nei giorni scorsi, i fedeli della parrocchia hanno organizzato un centro estivo dedicato ai bambini e alle famiglie della comunità romena e moldava. Allo stesso tempo, numerosi volontari si sono impegnati nella pulizia e nella manutenzione del parco, che, secondo i residenti, era stato a lungo trascurato.
Tuttavia, il 9 luglio 2026, l’ente incaricato della gestione del parco è intervenuto disponendone la chiusura e apponendo i sigilli, motivando il provvedimento con presunti rischi per la sicurezza pubblica.
Molti cittadini presenti durante le attività di volontariato contestano però questa motivazione, sostenendo che il parco non presentasse condizioni tali da giustificarne la chiusura totale.
Un testimone dichiara:
„È una grande ingiustizia. Invece di sostenere le persone che hanno lavorato volontariamente per il bene della comunità, sono arrivati e hanno messo i sigilli. Se c’erano dei problemi, andavano risolti, non chiudere completamente il parco. La comunità merita rispetto e dialogo.”
I cittadini precisano di non mettere in discussione il dovere delle autorità di garantire la sicurezza pubblica, ma chiedono che eventuali criticità vengano affrontate con interventi concreti e in collaborazione con la comunità, anziché limitarsi a vietare l’accesso all’area.
Secondo i residenti, il Parco Nomentum rappresenta uno dei pochi spazi dove bambini e famiglie possono incontrarsi e svolgere attività ricreative. La sua chiusura, affermano, penalizza l’intera comunità.
La comunità romena e moldava di Fonte Nuova rivolge quindi un appello alle istituzioni competenti affinché riesaminino la situazione, spieghino in modo trasparente le ragioni che hanno portato alla chiusura del parco e individuino soluzioni che consentano la sua riapertura nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.
Il messaggio dei cittadini è chiaro:
„Non vogliamo conflitti. Vogliamo dialogo, rispetto e soluzioni. Se ci sono problemi, devono essere risolti. Un parco pubblico deve essere un luogo di incontro per la comunità, non uno spazio chiuso con lucchetti e sigilli.”
RO Diaspora chiederà anche la posizione ufficiale dell’ente responsabile della gestione del parco, al fine di presentare tutte le versioni dei fatti e garantire un’informazione completa ed equilibrata.


